| C.F.S. ASSOCIAZIONE ITALIANA
The CFS Associazione Italiana was
born in 1991 in Udine, and later was settled in Aviano at the Cancer Research
Hospital at the Oncological and AIDS division whose director is Prof. Umberto
Tirelli, first in Italy to study the Chronic Fatigue Syndrome (CFS).
The association has based its
work on the help of volunteers. The major tasks of the associations are:
To create awareness and
understanding that CFS is a very real, and for many, a very debilitating illness.
To publicize and create
awareness of the severity and widespread nature of the illness.
To publicize and create awareness
of the consequences of living with CFS for the sufferer, caretaker and the whole
family unit and to highlight their needs.
To generally offer support,
understanding and friendship to all those affected by CFS.
Through publicity reach as many
sufferers and caretakers of CFS as possible, as they often feel quite isolated
by the debilitation of the CFS, and the skepticism they often face.
To stimulate discussion and
subsequent understanding of CFS.
To promote the international
links with individuals, groups, medical professionals and researchers in CFS.
To increase awareness of CFS
among:
Hundreds of cases of CFS have
been diagnosed in our country, however patients have no possibility to have
recognized their illness. Through the National Insitute of Health we are trying
to have CFS recognized as a formal illness, however we realize that this is a
difficult task.
( In Italian)
LA SINDROME DA FATICA CRONICA
Nel dicembre 1994, un gruppo
internazionale di studio sulla Sindrome da Fatica Cronica, ha pubblicato sugli
Annals of Internal Medicine, una nuova definizione di caso di CFS che
rimpiazzava la definizione pubblicata sei anni prima. Nella nuova definizione
un caso di sindrome da fatica cronica é definito dalla presenza delle seguenti
condizioni: una fatica cronica persistente per almeno sei mesi che
non é alleviata dal riposo, che si esecerba con piccoli sforzi, e che provoca
una sostanziale riduzione dei livelli precedenti delle attività occupazionali,
sociali o personali ed inoltre devono essere presenti quattro o più dei
seguenti sintomi, anche questi presenti per almeno sei mesi: disturbi della
memoria e della concentrazione così severi da ridurre sostanzialmente i livelli
precedenti delle attività occupazionali e personali; faringite; dolori delle
ghiandole linfonodali cervicali e ascellari; dolori muscolari e delle
articolazioni senza infiammazione o rigonfiamento delle stesse; cefalea di un
tipo diverso da quella eventualmente presente in passato; un sonno non
ristoratore; debolezza post esercizio fisico che perdura per almeno 24 ore. Ovviamente
devono essere escluse tutte le condizioni mediche che possono giustificare i
sintomi del paziente, per esempio ipotiroidismo, epatite B o C cronica, tumori,
depressione maggiore, schizofrenia, demenza, anoressia nervosa, abuso di
sostanze alcoliche ed obesità.
La complessità della sindrome da
fatica cronica e l'esistenza di diversi ostacoli alla sua comprensione rendono
necessario un approccio integrato per lo studio di questa patologia e di
patologie similari. Il concetto di fatica é di per sé non chiaro, e sviluppare
una definizione operativa di fatica é stato un problema per gli autori.
Comunque nella concezione degli autori, il sintomo fatica si riferisce a una
spossatezza molto grave, sia mentale che fisica, che si determina anche con uno
sforzo fisico minimo, oltreché ovviamente, per definizione, non dovuta ad una
malattia nota, e che differisce dalla sonnolenza e dalla mancanza di motivazione.
La CFS é stata riportata in
tutto il mondo, compresa l'Europa, l'Australia, la Nuova Zelanda ed il Canada,
l'Islanda, il Giappone, la Russia ed il Sudafrica.
Presso il Centro di Riferimento
Oncologico di Aviano, sono stati compiuti una serie di studi, tra i quali la
valutazione delle alterazioni immunologiche nei pazienti con CFS, la valutazione
delle alterazioni cerebrali con una sofisticata metodologia di diagnosi
radiologica, la PET, l'eventuale rapporto della CFS con i tumori maligni, lo
studio di nuovi
farmaci, in particolare
immunoglobuline ad alte dosi, magnesio, acetilcarnitina, antivirali come
amantadina e acyclovir ed immunomodulatori come timopentina. Complessivamente
si può affermare che questa patologia debilitante perdura in molti pazienti per
diversi anni, mentre in altri, spontaneamente o con l'intervento farmacologico,
tende a migliorare nel tempo. Vi sono anche casi guariti ed altri che hanno
avuto un notevole beneficio dai trattamenti adottati. I pazienti sono
solitamente giovani e donne con un età media intorno ai 35-40 anni. La CFS é
praticamente assente negli anziani (oltre i 65-70 anni), ma vi é qualche caso
pediatrico. Presso l'unità CFS della Divisione di Oncologia Medica e
AIDS del Centro di Riferimento Oncologico (CRO) di Aviano sono stati osservati
ad oggi oltre 500 casi di CFS con i criteri dei CDC di Atlanta.
Recentemente l'Istituto Nazionale
delle Allergie e delle Malattie Infettive dei National Institutes of Health
statunitensi ha prodotto un volumetto dal titolo "Chronic Fatigue Syndrome.
Informazione per i medici". L'autorevolezza della fonte dovrebbe fugare
dubbi, se ancora ve ne fossero, sulla esistenza della sindrome.
Vi sono oggigiorno diverse
terapie per la CFS, molte delle quali possono alleviare i sintomi e la
sintomatologia generale, ma non esiste ancora un trattamento definitivo. Nuove
speranze provengono da un nuovo farmaco l'Ampligen, che è un
modificatore della risposta biologica, precisamente e' l' acido ribonucleico a
doppia elica, "mismatched" cioe' spaiato, che esercita attivita' tra
di loro correlate: attivita' immunomodulatoria, attivita' antivirale contro
virus sia RNA che DNA e attività antitumorale. L'Ampligen, é in via di
valutazione presso la Food and Drug Administration americana per la sua
registrazione negli USA, regola l'espressione e l'azione di varie citochine, tra
le quali l'interferone, l'interleuchina e il tumor necrosis factor ed altri
componenti del sistema immunitario quali macrofagi, linfociti natural killers,
linfociti T e B. Inoltre l'Ampligen interviene direttamente nell'attivazione
antivirale e immunitaria modulando specifici enzimi importanti per questi
processi. Per queste attivita' biologiche l'Ampligen e' stato testato in diversi
studi su pazienti con CFS, dimostrando attraverso test obbiettivi ed analisi
statistiche la propria attivita'. Infatti e' in grado di ridurre
significativamente i sintomi ed aumentare il performance status del paziente.
Inoltre e' stato in grado, in uno studio randomizzato a doppio cieco, di
aumentare la capacita' di svolgere attivita' giornaliere di lavoro riducendo
pertanto il livello di supporto richiesto.
In tutti i trials nei quali e'
stato testato, l'Ampligen e' stato molto ben tollerato e non si sono evidenziati
effetti collaterali importanti.
|